La crescita urbana è spesso associata ad un processo molto semplice: demolire per costruire. Questo sistema produce da solo circa il 30% dei rifiuti solidi dei paesi più sviluppati ed è chiaro come non possa rappresentare il futuro dell’architettura. L’architetto Julien de Smedt (Belgio), insieme alla start-up norvegese Othalo, ha progettato un sistema abitativo modulare interamente costruito con strutture in plastica riciclata →. Inizialmente destinato alle aree del globo in via di sviluppo dove l’urgenza di creare abitazioni è alta, ma facilmente riadattabile alle varie tipologie abitative esistenti: le città possono certamente affiancare edifici di plastica a quelli in cemento, legno, argilla, mattoni e ferro.


Più in piccolo, nell’ottica di abbracciare un’economia totalmente sostenibile entro il 2030, IKEA nel 2020 ha introdotto il servizio “riporta e rivendi” ←, per dare una seconda vita ai mobili di casa. Scartare un mobile diventa quindi una soluzione per aiutare altre persone a vivere in modo più sostenibile, soprattutto in tempi di pandemia: prolungare la vita dei prodotti di cui già si dispone e prendersene cura è diventato ancora più rilevante.
‣ Julien de Smedt designs range of recycled-plastic houses, DeZeen, 2020 (EN).
‣ IKEA launches Buy Back initiative for unwanted furniture, DeZeen, 2020 (EN).
Approfondimenti
Questo dossier fa riferimento ai temi trattati nella quinta pratica di design virtuoso “Abitudini rigenerative da una corretta comprensione” e vuole portare a comprendere la natura di cose e persone andando oltre il loro aspetto.
Articoli che trattano lo stesso tema
‣ Major fashion houses will sell products made from mushroom leather by next year, DeZeen, 2020 (EN).
‣ Secondhand no longer second-best for UK’s “circular economy” consumers, The Guardian, 2020 (EN).
‣ I miti da sfatare sull’economia circolare, Interni, 2020 (IT).
‣ L’architettura del futuro? Cosa succederà, Houzz, 2019 (IT).