Descritta per la prima volta nel 1971 dall’architetto statunitense Michael Reynolds, una earthship → (letteralmente nave della Terra) è un’abitazione autocostruita utilizzando solamente materiali di recupero, seguendo alcuni princìpi di bioarchitettura. Si pensa comunemente che un’abitazione sostenibile possa risultare essere un insieme dislegato di elementi fatiscenti, privo dei comfort abitativi a cui siamo abituati. Non è così, le earthship offrono un sistema auto-sostenibile che addirittura supera le aspettative di un’abitazione comune: utilizza vento ed energia solare per fornire elettricità, raccoglie e filtra l’acqua piovana per fornire acqua potabile, produce cibo tutto l’anno nelle serre adibite all’interno, scalda e raffresca senza influire sull’ambiente e senza costi economici, tratta le acque reflue senza contaminazioni.


Gli esempi esistenti di earthship dimostrano come – dagli anni ’70 ad oggi – ogni progetto abbia avuto influenze progettuali date dai materiali utilizzati per l’autocostruzione, dal design architettonico e anche dalle abitazioni vernacolari del luogo di erezione, come nel caso di EVE ←, una earthship del Taos (New Mexico, US).
‣ Earthship: la casa auto sostenibile e offgrid per eccellenza, Green.it (IT).
‣ 10 ragioni per cui le earthship sono fantastiche, Offgrid Italia (IT).
‣ In Taos, a community of “voluntary anarchists” is taking off-the-grid living to the next level, Roadtrippers (EN).
Approfondimenti
Questo dossier fa riferimento ai temi trattati nell’ottava pratica di design virtuoso “Energia dinamica con una corretta concentrazione” e vuole portare a partecipare attivamente al ciclo di vita delle cose che ci circondano.
Articoli che trattano lo stesso tema
‣ Italia, il paese del bosco invisibile, Domus, 2020 (IT).
‣ L’era digitale, dove le persone spingono ancora la porta quando c’è scritto “Tirare”, Intesys, 2016 (IT).
‣ Come cambierà il design nei prossimi 5 anni?, Medium, 2019 (IT).